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PROLOTERAPIA NEURALE
DOTTOR JOHN LYFTOGT MD
INTRODUZIONE
La classica proloterapia fu sviluppata nel 1940 da un traumatologo
americano il Dr George Hackett. Lui usava iniezioni di
Sylnasol, un agente sclerosante usato comunemente a quel tempo per
la sclerosi delle vene, emorroidi ed ernie. Egli infiltrava i
legamenti lassi e deboli col Sylnasol per renderli più forti.
Hackett pensava che i legamenti deboli erano la causa della maggior
parte dei dolori articolari e legamentari e che il loro
rinforzo avrebbe risolto il dolore. Ebbe certamente molto
successo e pubblicò 16 articoli e un libro. Hackett
dichiarava una percentuale dell’80% di successo per il trattamento
del rachide lombosacrale e di molte altre situazioni dolorose.
Dopo che il Sylnasol fu tolto dal mercato nel 1950 furono
usate molte altre soluzioni sclerosanti che sono tuttora in uso in
USA e in moti altri paesi. Una delle soluzioni sviluppate fu il P2G
che contiene glucosio, glicerina e acido fenico.
Questa soluzione fu anche usata in Nuova Zelanda dal Dottor. Milne
Ongley ma causò troppi effetti collaterali a tal punto da
portare alla cancellazione del Dott. Ongley dall’albo dei
medici nel 1974. Si evidenziò nel fenolo il responsabile di
occasionali serie reazioni avverse.
Altri medici in USA, Australia e altri posti continuarono
a usare infiltrazioni di glucosio e non furono riportati altri
effetti collaterali eccetto una temporanea e leggera
irritazione.
Un crescente numero di studi sulla proloterapia negli ultimi 40 anni
hanno indicato da buoni a eccellenti risultati dal trattamento con
le infiltrazioni di glucosio per condizioni dolorose
interessanti le articolazioni, i legamenti e i tendini.
Con l’avvento della medicina basata sull’evidenza negli ultimi
20 anni la richiesta di ricerca scientifica è divenuta
molto impegnativa e finanziariamente molto al di la
delle possibilità di molti ricercatori a meno che non
supportata da grandi sovvenzioni dell’industria
farmaceutica.
Un risultato con un buon alto livello di evidenza (livello 1&2
in una scala di 5) nella ricerca sulla proloterapia è
stato quasi impossibile da raggiungere, ma tre ricercatori, il
Professor Michael Yelland dall’Australia il Professors
David Rabago e il Prof. Dean Reeves dagli USA hanno
migliorato il trend con eccellenti studi pubblicati recentemente.
Il Dottor John Lyftogt ha pubblicato quattro studi nella
rivista australiana di medicina muscoloscheletrica fino al 2005 ed è
coautore di un trial randomizzato livello 2 pubblicato nel British
Journal of Sports Medicine nel giugno 2009
PROLOTERAPIA SUPERFICIALE
Il Dr John Lyftog è stato medico di base sin dal 1978 ed era
il partner senior nel Centro Medico Parkland. Ha
avuto un training intensivo dopo la laurea e pratica in medicina
dello sport e muscoloscheletrica.
Ha iniziato la pratica della proloterapia dopo aver completato
un corso di proloterapia col Dottor. Margaret Taylor in
Adelaide nel 2003. E’ stato un proloterapeuta a tempo pieno
sin dal 2004.
Le iniziali ricerche del Dr Lyftogts si sono concentrate sul
trattamento dei problemi relativi al tendine d’Achille di cui ne ha
trattati più di 300 con un successo maggiore del 90%. Ha
pubblicato quattro articoli sui tendini d’Achille.
La tecnica sviluppata per il trattamento del tendine di Achille
differisce dalla proloterapia classica. In questa tecnica infatti le
infiltrazioni sono eseguite sottocutanee mentre si
fa grande attenzione a evitare contatti con le strutture
tendinee. Questo protocollo di ‘neural proloterapia’ o
‘proloterapia sottocutanea’ fu esteso con successo al trattamento
del tennis elbow’, ginocchia dolorose, spalle, collo, anche,
caviglie,lesioni ai muscoli e lombosacrale. I risultati sono
consistenti e in un follow up di due anni gli studi hanno
mostrato una percentuale di successo tra 80-100%. Il trattamento è
anche meno invasivo rispetto alla proloterapia classica.
Poichè la neural proloterapia non mira ai tendini, legamenti o
articolazioni la questione che si pone è cosa causi
questo, talora, importante decremento del livello del dolore
anche solo dopo pochi trattamenti.
Un’ipotesi di lavoro sviluppata ipotizza che il glucosio
favorisca la riparazione del tessuto connettivo nei tronchi nervosi
sotto la pelle nello stesso modo come si ripara il
tessuto connettivo nei legamenti e tendini con la proloterapia
classica. Questi nervi cutanei sono noti per essere
responsabili delle condizioni dolorose identificate come
‘nevralgie’ o ‘dolore neuropatico periferico’. I tronchi nervosi
della pelle sono costituiti per l’ 80% da tessuto connettivo e sono
strutturalmente simili ai tendini e legamenti.
Esiste ora anche una stringente evidenza scientifica che nervi
molto piccoli che innervano il tronco, noti come ‘nervi
nervorum’, sono responsabili dell’infiammazione del tessuto
connettivo del tronco nervoso e dei tessuti circostanti. Questo
fatto interessante e sorprendente è noto da più di
125 anni. E’ anche noto che questa ‘infiammazione neurogena’
differisce dalla convenzionale infiammazione perché non risponde
agli antinfiammatori o alle infiltrazioni di cortisone. Questa è una
delle ragioni per cui le comuni droghe usate si
dimostrano inefficaci in molte condizioni dolorose in abbinamento
alla crescente consapevolezza che non sono senza effetti
collaterali.
E’ chiaro dalle osservazioni cliniche su più di tremila
pazienti e dalla grande serie di casi che la neural proloterapia in
effetti inverte’l’infiammazione neurogena’ e risolve il dolore
neurogeno. Questo risultato apre la via all’esplorazione di
altre sostanze che possano avere il potenziale di
invertire l’ ’infiammazione neurogena’ simili al al glucosio
ma senza che si debba infiltrarlo. Una di queste sostanze è già
stata identificata nella vitamina D sottoforma di
compresse e crema dermica. Il Dr John Lyftogt sta studiando
altri farmaci promettenti e sta provando queste ‘cure
potenziali’ per debellare dolore e lesioni. |