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MI FA MALE LA CERVICALE
Intervento del dott. Luciano Bassani
Famiglia Cristiana, 16 mar 08
di Emilia Paturno
CORREZIONE DI UNA POSTURA ERRATA, AURICOLOTERAPIA, PROLOTERAPIA: I MEZZI PER COMBATTERLA CI SONO. MA L'ELEMENTO PIÙ IMPORTANTE RIMANE LA PREVENZIONE
«Quando si soffre di artralgie croniche si cercano solitamente le patologie del disco o eventuali restringimenti del canale spinale. Se poi la ginnastica medica, le cure fisiche o le medicine non portano all'effetto desiderato, a volte si ricorre addirittura con troppa facilità all'intervento chirurgico. Però anche questo spesso non risolve». La cervicale è una brutta bestia, un dolore scatenato da tante situazioni diverse. Bassani parte prima di tutto dall'analisi e correzione della pastura. Pastura "generale" sbagliata che spesso deriva da problemi situati in posti diversi da quelli che ci fanno male, occhi, piedi, cicatrici. «Consiste nella valutazione e nella correzione dei recettori disfunzionanti, avvalendosi per il piede di solette speciali, per l'occhio della correzione di piccoli disturbi di rifrazione non compensati (come l'astigmatismo) o di disturbi di convergenza, mediante esercizi ortottici abbinati all'uso di magneti e colliri, per le cicatrici della loro neutralizzazione mediante infiltrazione di procaina, per i problemi di occlusione mascellare dell'uso di "bite" (placche) eccetera». Se questo non basta, c'è l'auricoloterapia, o "trattamento auricolare neuroriflesso", «una metodica che, tramite la stimolazione di punti riflessi auricolari attivi, permette di ridurre spesso rapidamente la sintomatologia dolorosa o riequilibrare una funzione alterata». L'auricoloterapia è un metodo diagnostico e terapeutico che consiste nell'eccitare determinati punti dell'orecchio tramite stimolazioni meccaniche (massaggi, punture con aghi, stimolazione elettrica, laser o con infrarosso). L'obiettivo è ottenere un miglioramento di dolori o la correzione di disturbi funzionali od organici. Ha un'origine antichissima e la sua provenienza è sconosciuta; tuttavia alcuni storici la collocano presso i Cinesi, altri i Persiani e gli Egizi, che nell'antichità erano famosi per la bravura nelle discipline mediche. Il primo riferimento storico accertato in Europa dove si cita la cauterizzazione auricolare per la cura della sciatica è del 1637, a opera del medico portoghese Zacatus Lusitanus. Nel corso dei secoli l'auricoloterapia costituì una pratica eminentemente empirica, appannaggio di cerusici e barbieri, che la praticavano con modalità anche traumatiche.
Un trattamento che funziona
spandeva una macroarea anatomica del corpo. Si rese conto quindi che la stimolazione di alcuni punti produceva degli effetti clinici dimostrabili e ripetibili. I punti auricolari hanno la caratteristica di essere percepibili solo quando sono la proiezione di uno stato patologico, essendone la proiezione a distanza, e possono essere evidenziati con la pressione diretta che provoca in quella zona un dolore "elettivo". Un trattamento che funziona davvero bene, dice il dottor Bassani, è la proloterapia. «Una volta si chiamava scleroterapia. Consiste in iniezioni di sostanze con l'obiettivo di rafforzare tendini, legamenti o capsule articolari (ma anche la cartilagine), attraverso la moltiplicazione e attivazione dei fibroblasti (cellule del tessuto connettivo che permettono la rigenerazione e la crescita). Il nome deriva da prolo (proliferazione) e terapia, ovvero la cura che provoca la proliferazione di nuovi legamenti nelle zone dove questi sono diventati deboli. In questo modo, la capsula articolare si rinforza, stabilizza l'articolazione alleviando così il dolore. La proloterapia utilizza una soluzione di glucosio, iniettata proprio nel punto di attacco dei legamenti o del tendine all'osso. Questo provoca un'infiammazione localizzata che incementa l'apporto di sangue, stimolando l'autoriparazione del tessuto.
Gli esercizi per prevenire
Sono le strutture legamentose, insieme alle ossa, a tenere il corpo nella sua forma, e a essere spesso responsabili dei disturbi cronici. Durante e dopo la proloterapia non bisogna assumere nessun antinfiammatorio, non si deve applicare ghiaccio (ridurrebbe il processo infiammatorio), e neanche fare sport o attività che potrebbero ritraumatizzare la zona del trattamento. Il movimento è fondamentale per velocizzare la guarigione, ma senza esagerare. Chiunque può sottoporsi alla proloterapia, e servono da uno a sei trattamenti, per risolvere il problema. Fa male? «Una puntura è una puntura», risponde Bassani, «anche se contiene un po' di anestetico. Ma il dolore è poco, paragonato a quello cronico dell'artrosi cervicale, sopportabile e breve».
Camminare ben eretti, mantenersi composti e correttamente seduti, scrivendo, guardando la televisione, e dormire con un cuscinetto adatto alla curvatura lordotica cervicale può essere d'aiuto. La tensione psichica influisce molto sulla rigidità dei muscoli trapezi e il rilassamento muscolare contribuisce alla prevenzione di disturbi funzionali della colonna vertebrale cervicale. il controllo tempestivo dal chiropratiico, quando si manifestano i primi sintomi, potrà prevenire dolori più forti e prolungati, come pure degenerazioni premature. Una delle cause dell'artrosi è l'eccessivo logoramento delle articolazioni dovuto a un loro sovraccarico: l'artrosi è molto più diffusa tra le persone obese che tra chi ha un peso regolare. Svolgere una regolare attività fisica: esercizi di rinforzo o allungamento muscolare aiutano a ridurre il dolore. Invece, molte persone con artrosi non svolgono attività fisica per un istinto di risparmio dell'articolazione colpita. Evitare traumi ripetuti: alcuni tipi di professioni e sport sottopongono le articolazioni a frequenti traumi, che predispongono alla malattia. E alla fine, se niente ha funzionato, ci sono i farmaci: antidolorifici, antinfiammatori e miorilassanti, sempre sotto controllo medico.
PERCHÉ VIENE, COME SI MANIFESTA
L’età, un eccessivo uso dell'auto, la sedentari età con posizioni del capo obbligate espongono le superfici articolari delle vertebre cervi cali al rischio di artrosi, che spesso si manifesta con sintomatologie diverse. l'artrosi è una malattia che lentamente distrugge la cartilagine, un tessuto liscio e flessibile che avvolge le ossa delle articolazioni, permettendo loro di scivolare senza attriti ('una sull'altra. È una tra le malattie più diffuse al mondo. Si stima che in Italia ne soffrano 500 mila persone. Superati i 60 anni, solo due persone su 10 non ne sono affette. Ma non è solo uno degli inevitabili acciacchi della vecchiaia: ne soffrono infatti anche persone al di sotto dei 40 anni. Nella cervicale, oltre a dolore e rigidità del collo, ci può essere anche dolore a spalle e braccia, intorpidimento, insensibilità del braccio e della mano e perdita della forza muscolare, disturbi dovuti alla compressione dei nervi che dalla colonna vertebrale si diramano al braccio. lo schiacciamento dei vasi sanguigni che passano attraverso le vertebre del collo e alimentano il cervello può invece provocare stordimento, sdoppiamento della vista, mal di testa e giramenti quando si cambia posizione. In casi molto rari, la compressione del nervo può causare paralisi alle gambe e perdita di controllo della vescica. Anche a stadi avanzati può essere asintomatica, oppure provocare dolori intensi, anche se è lieve. le posizioni errate sono il motivo più frequente per cui le vertebre cervicali si infiammano. Ma c'è anche una predisposizione innata, che rende la cartilagine meno resistente rispetto a quella di altre. Un problema ormonale, poi, può spiegare perché J'artrosi nelle donne si manifesti di solito dopo la menopausa. Piccoli e continui traumi sono forse la ragione per cui, sotto i 45 anni, gli uomini ne soffrono di più. E.P.
Nelle foto: - Il dottor Luciano Bassani indica sullo scheletro di plastica il punto in cui colpisce l'artrosi cervicale, e che di solito duole di più. - Il medico mentre esegue una seduta di proloterapia su una paziente, iniettando glucosio nel punto di attacco dei legamenti all'osso. |