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LA SEDAZIONE IN
PROLOTERAPIA
(dott.M.Raiola – anestesista)
Ogni terapista del dolore sa che il controllo del dolore spesso
passa attraverso l’utilizzo di metodiche invasive e potenzialmente
dolorose. La proloterapia possiede indubbiamente un discreto
potenziale algogeno che la rende talora impraticabile in alcuni
pazienti (ago fobici, ansiosi, portatori di bassa soglia da
sofferenza cronica).
D’altronde uno degli elementi di sicurezza nella esecuzione di una
seduta di Proloterapia è la corretta esecuzione di anestesia locale
solo sulla cute, in modo da evitare il peggior fastidio
(attraversamento della cute da parte dell’ago) ma mantenere la
sensibilità profonda nelle strutture che potremmo incontrare nel
percorso verso in nostro bersaglio terapeutico (tendini, legamenti,
articolazioni). Questo implica che arrecheremo comunque un certo
disagio al paziente.
Cosa si può fare per ridurre la percezione del dolore in ambito
infiltrativo?
Esistono alcuni metodi (cosiddetti comportamentali o distrattivi)
che deviano l’attenzione del paziente riducendo l’amplificazione del
segnale algico che ne deriva. (chi ne è capace può utilizzare
l’ipnosi). Vi sono altresì tecniche di derivazione anestesiologica (sedazione
cosciente) altamente efficaci. Consistono nella somministrazione di
farmaci ipnotici a dosaggi sub anestetici, mantenendo inalterate le
funzioni vitali ed i riflessi di protezione.
Il capostipite dei farmaci sedativi ambulatoriali è sicuramente il
Propofol, ma purtroppo il suo uso è riservato ad ospedali e case di
cura. Più interessante è sicuramente il MIDAZOLAM, benzodiazepina a
breve emivita, dotata di proprietà anamnesiche anterograde, potente
ipnotico, dotato di buon margine terapeutico. Si utilizza per tutte
le vie ed è ben assorbita. Per os. Al dosaggio di 0.1 mg./kg. dà
buona sedazione entro 30 minuti. Noi preferiamo la via endovenosa
per la migliore titolazione, per l’effetto quasi immediato, per la
possibilità di antagonizzarla completamente (Flumazenil).
Il dosaggio endovenoso è circa 0.05mg/kg. in bolo lento, pari a
2-4mg. in un paziente adulto. Rispetta
bene i parametri emodinamici ed ha azione protettiva ed antiaritmica
sul cuore. Non libera istamina e non provoca flebiti (grave effetto
collaterale del Diazepam).
Altra metodica farmacologica che segnaliamo è la sedazione della
vigilia effettuata la sera prima della seduta con LORAZEPAM (Tavor)
al dosaggio di 1-2.5 mg. per os.
In questo caso è preferibile effettuare la proloterapia al mattino
per sfruttare la coda di sedazione fornita dal Lorazepam. |