INTRODUZIONE
La proloterapia è una tecnica infiltrativa per il dolore cronico
muscolo-scheletrico. Le sue applicazioni moderne possono essere ricondotte
all’ opera di George Hackett, un chirurgo generale negli Stati Uniti che ha
vissuto e operato attorno agli anni 50. Egli ha formalizzato protocolli di
infiltrazione, basati su lavori clinici precedenti e sulla sua esperienza
clinica di oltre 30 anni. Le tecniche e le soluzioni proloterapiche
iniettate variano a secondo delle condizioni, della gravità clinica e delle
preferenze del medico.
Tuttavia il principio di base è che un volume relativamente piccolo di una
soluzione irritante o proliferante viene iniettato nella sede del legamento
doloroso e nella inserzione del tendine( entesi).
MECCANISMO D'AZIONE
Il meccanismo d'azione della proloterapia non è stato chiaramente stabilito.
Le tre più comuni soluzioni utilizzate in proloterapia si è ipotizzato
agiscano attraverso vie diverse: il destrosio ipertonico dalla rottura
osmotica delle cellule locali,il fenolo-glicerina-glucosio (P2G) da
irritazione locale cellulare, e il sodio morruato da attrazione
chemiotattica di mediatori infiammatori e sclerosi di neovascolarità
patologica associata a tendinopatia. Ognuna di queste si ipotizza anche
eserciti un effetto irritante in connessione con l'effetto della procedura
dell’ iniezione stessa.
Il potenziale della proloterapia di stimolare il rilascio di fattori di
crescita, favorendo la guarigione dei tessuti molli, è stato anche indicato
come un possibile meccanismo.
Una risposta infiammatoria in un modello di legamento di ginocchio di topo è
stata riportata con ogni soluzione, anche se non maggiore o diversa da
quella provocata dalla puntura con l'ago da solo o con una soluzione salina
.
I dati da modello animale suggeriscono un significativo effetto biologico
del sodio morruato e delle soluzioni di destrosio rispetto ai controlli.
I legamenti collaterali mediali del coniglio iniettati con sodio morruato
erano significativamente più forti (31%), grandi (47%), e spessi (28%), e
avevano un diametro maggiore delle fibre di collagene (56%) rispetto ai
controlli con iniezione salina.
Il tendine rotuleo di ratto iniettato con sodio morruato era in grado di
sopportare un carico medio massimo di 136% (± 28%), significativamente
superiore al controllo con tendini non infiltrati.
Interessante notare che, nello stesso studio, i tendini di controllo
iniettati con soluzione salina, sono risultati effettivamente più deboli
rispetto ai controlli non iniettati.
Il destrosio è stato poco valutato in modelli animali. Gli studi esistenti
hanno riferito che il legamento collaterale mediale di ratto iniettato con
destrosio al 15% ha raggiunto una più grande sezione trasversale rispetto al
controllo non lesionato e di quello lesionato trattato con una soluzione
salina. La soluzione P2G ha ricevuto una minore attenzione dalla ricerca,
anche se è in uso clinico; nessun animale o studio in vitro ha valutato
l’effetto del P2G utilizzando un modello lesionato. Questa soluzione è più
spesso usata in sessione singola di iniezione, anche se la concentrazione
varia. Nella pratica clinica, i medici a volte usano un mix di soluzioni per
proloterapia, a seconda della pratica e dell’esperienza.
EVIDENZE CLINICHE
Prime ricerche.
- Fin dalla sua nascita la proloterapia è stata utilizzata principalmente al
di fuori dei centri accademici. La ricerca sulla proloterapia ha
storicamente avuto un orientamento pragmatico, a causa della conduzione di
studi al di fuori da istituti accademici. Vi è quindi una relativa scarsità
di trials clinici importanti e rigorosi a dispetto di una significativa
attività clinica. Mentre il primo studio randomizzato e controllato (RCT)
non è apparso che nel 1987, i medici con entusiasmo hanno riportato i
risultati di più modesti trials clinici pilota.
- Revisioni sistematiche sulla proloterapia per tutte le indicazioni hanno
trovato 42 rapporti pubblicati su trials clinici di proloterapia dal1937.
Trentasei degli studi erano case reports e case series che comprendevano
3.928 pazienti. Questi studi non controllati fornivano le prime prove più
clinicamente orientate sulla proloterapia.
Gli studi di casi più vecchi documentano sostanze utilizzate e metodi che
non sono più da tempo in uso.
Le soluzioni odierne in uso sono iniziate con P2G nel 1960, destrosio nel
1980, e sodio morruato nel 1990. I case report e case series evidenziavano
il fatto che la proloterapia è stata studiata e usata con una continua
crescita delle indicazioni cliniche. Questi casi studio sono stati usati
anche come studi pilota per sviluppare nuove tecniche che possano aiutare a
spiegare la fisiopatologia e come tests metodologici per il futuro con
trials più robusti e randomizzati .La maggior parte dei soggetti (72%)
valutati nella letteratura iniziale furono trattati per la lombalgia.
Tuttavia, le altre condizioni valutate da questi primi studi hanno incluso
l’ osteoartrite del ginocchio,la lussazione di spalla, ilo torcicollo, la
costo-condrite, l’ epicondilosi laterale e la fibromialgia.
Ricerca contemporanea. Dalla metà degli anni 80, la ricerca sugli effetti
della proloterapia ha una migliore qualità metodologica degli studi . La
ricerca si svolge sia in piccoli studi non finanziati negli studi di
professionisti sia in studi finanziati in grandi istituzioni accademiche.
L'Istituto Nazionale della Salute ha finanziato due studi clinici sulla
proloterapia.
Ad oggi la proloterapia è stato meglio valutata come trattamento per il mal
di schiena, artrosi e vari tipi di tendinopatie , tra cui epicondilosi
laterale, tendinosi di Achille, tendinosi degli adduttori e fascite
plantare.
Lombosacralgia La Lombosacralgia è la causa più comune che porta un paziente
a vedere un proloterapeuta.
Lombosacralgia non specifica: Quattro studi randomizzati hanno valutato la
proloterapia per lombalgie muscolo-scheletriche, per tre è stato utilizzato
il P2G e per la quarta è stato usato il destrosio. Ogni studio ha utilizzato
un protocollo basato su infiltrazioni sulle inserzioni legamentose dei
processi spinosi L4-S1 ,dell’ osso sacro e dell’ ileo. Mentre i risultati
delle misure variavano, una misura comune era la percentuale del numero di
partecipanti che riportavano un miglioramento più grande del 50% nei
punteggi dolore/disabilità in sei mesi.
Due di questi studi randomizzati e controllati(RCT) riportavano dati
negativi comparati con iniezioni di controllo. Due di questi quattro studi
randomizzati riportavano risultati positivi rispetto al controllo.
Ongley et al. e Klein et al. hanno confrontato gli effetti del trattamento
con proloterapia verso iniezione di corticosteroidi, manipolazione spinale e
l'esercizio fisico. Nello studio di Ongley i soggetti nel gruppo della
proloterapia riportarono almeno 50% di di riduzione nella severità del
dolore rispetto al gruppo di controllo.
I soggetti trattati con proloterapia comparati ai controlli riportarono un
significativo decremento del dolore e del livello di disabilità ma lo studio
è stato criticato perchè le procedure di intervento e il controllo dei
gruppi differivano in modo marcato. Klein et al.25 usarono protocolli di
trattamento più simili nei due gruppi valutati; soggetti in entrambi gruppi
ricevettero iniezioni di steroidi e manipolazioni vertebrali verso soggetti
trattati con proloterapia. Anche in questo caso , in modo significativo, i
soggetti trattati con proloterapia migliorarono per dolore e disabilità
(77%)rispetto al controllo (53%) (p<.05). La griglia di punteggio del dolore
era anche significativamente più bassa nel gruppo della proloterapia, con
dolore individuale (p=0.06) e disabilità(P=0.07) punteggi tendenti verso la
significatività, comparati col gruppo di controllo.
Lombalgia dovuta a cause specifiche:i metodi di ricerca per la lombalgia con
la proloterapia si sono evoluti in mezzo a un ampio dibattito che ne
circonda l'efficacia, le indicazioni,i protocolli di trattamento e la
soluzione tipo.
Di recente i ricercatori hanno cominciato a valutare l’indicazione della
proloterapia per pazienti con diagnosi più specifiche di mal di schiena e
perdita di funzione, nel tentativo di determinare le cause specifiche di mal
di schiena per le quali la proloterapia può essere più efficace.
Cusi et al.hanno valutato 25 soggetti con disfunzioni sacro-iliache,
refrattari alla terapia fisica e con insufficienza documentata di
trasferimento del carico (disabilità) alle articolazioni sacro-iliache. E’
stata usata una soluzione di proloterapia al 18% di destrosio, somministrato
in 3 serie di iniezioni nell'arco di 12 settimane e si sono ottenuti
miglioramenti significativi al ventiseiesimo mese di follow up.
Khan et al. hanno valutato 37 soggetti con coccigodinia refrattaria anche
usando una soluzione concentrata di destrosio (25%) in sessioni di
proloterapia fino a 3 iniezione per oltre 2 mesi. La percentuale di
punteggio del dolore medio su una scala 0-10 analogica visiva (VAS) è
diminuita sensibilmente da un punteggio basale di 8,5 a 2,5 punti in 2 mesi,
di gran lunga superiore alla minima differenza clinica importante per il
dolore cronico. Gli autori hanno riportato un "buon" sollievo dal dolore per
30 soggetti su 37 e "nessun miglioramento" per i restanti 7.
CONTROINDICAZIONI (effetti collaterali e eventi avversi)
Le
controindicazioni assolute alla proloterapia sono poche e comprendono
infezioni acute come cellulite, ascessi locali o artrite settica. Le
controindicazioni relative includono artrite gottosa acuta e fratture acute.
Effetti indesiderati comuni. Il rischio principale della proloterapia è il
dolore e il sanguinamento lieve a seguito del trauma dell'ago. I pazienti
spesso riferiscono dolore, un senso di pienezza e di intorpidimento
occasionale nel sito di iniezione, al momento delle iniezioni. Questi
effetti indesiderati sono in genere auto-limitati.
Un’infiammazione dolorosa post-iniezione durante le prime 72 ore è comune ,
ma la sua incidenza non è stata ben documentata. Uno studio in corso di
proloterapia per il dolore al ginocchio artrosico ha rilevato che il 10-20%
dei soggetti riferisce infiammazione. Reazioni dolorose sono altrettanto
tipicamente auto-limitate, e di solito rispondono bene al paracetamolo (500
mg ogni quattro ore se necessario). In rare occasioni, la presenza di un
forte dolore post-iniezione può richiedere un trattamento con farmaci
narcotici. Agenti anti-infiammatori non steroidei non vengono utilizzati di
routine dopo la procedura, ma possono essere indicati se il dolore non si
risolve con altre misure. La maggior parte dei pazienti riferisce dolore per
5-7 giorni dopo le iniezioni, le attività normali possono essere ripresi
dopo questa fase.
Gli eventi avversi. La proloterapia effettuata da un medico esperto in
genere appare sicura; l'iniezione di legamenti, tendini e articolazioni con
soluzioni irritanti può creare problemi di sicurezza: rischi che possono
includere vertigini, reazioni allergiche, infezioni o danni neurologici
(nervi). Le infiltrazioni devono essere eseguite utilizzando le precauzioni
classiche. Il destrosio è estremamente sicuro, è approvato dalla FDA per il
trattamento per via endovenosa di ipoglilcemia e per supplementazioni. Il
sodio morruato è uno sclerosante vascolare, usato per alcune patologie
gastrointestinali e come sclerosante venoso. Reazioni allergiche al sodio
morruato sono rare. Anche se il P2G non è approvato dalla FDA , non sono
stati riportati negli studi clinici significativi effetti collaterali o
eventi avversi.
Storicamente, un piccolo numero di importanti complicanze correlate alla
proloterapia sono state segnalate. Esse sono state associate a infiltrazioni
perispinali per dolore alla schiena o al collo, con soluzioni molto
concentrate, e comprendevano 5 casi di danno neurologico da irritazione del
midollo spinale e 1 decesso nel 1959 a seguito di proloterapia con solfato
di zinco per dolore alla la parte bassa della schiena. Né solfato di zinco,
né le soluzioni concentrate in proloterapia sono attualmente in uso
generale. In un sondaggio di 95 medici che fanno uso di proloterapia, ci
sono stati 29 casi di pneumotorace dopo la proloterapia per casi di
dorsalgia e cervicalgia, due dei quali hanno richiesto ospedalizzazione per
un drenaggio toracico, e 14 casi di reazioni allergiche, anche se nessuno
classificato come serio. Un più recente sondaggio su medici che praticano la
proloterapia ha dato risultati simili per eventi avversi dovuti all’utilizzo
della proloterapia : cefalea spinale, pneumotorace, danni ai nervi e insulto
non grave al midollo spinale
Gli autori hanno concluso che questi eventi non erano più comuni nella
proloterapia che in altre procedure di iniezione spinale. Non gravi effetti
collaterali o eventi avversi sono stati riportati con la proloterapia quando
viene utilizzata per indicazioni periferiche comuni.
Raccomandazioni cliniche
I dati attuali suggeriscono che la proloterapia è una terapia efficace per
le tendinopatie dolorose. In particolare, Scarpone et al.8 fornisce valide
prove sulla proloterapia come una terapia efficace per le epicondiliti
laterali. I soggetti con epicondilosi laterale refrattaria e trattati con
proloterapia hanno riportato una significativa riduzione del dolore e
miglioramento della forza isometrica rispetto a coloro che hanno ricevuto
iniezioni di controllo. Questi risultati sono supportati dagli studi
Maxwell, Topol e Ryan i che hanno ottenuto ottimi risultati per le tendinosi
di Achille, la fascite plantare, la tendinosi degli adduttori dell'anca .
Le indicazioni per le rachialgie sono più complesse rispetto alle
tendinopatie per la fisiopatologia meno chiara . Effetti collaterali e
possibili effetti indesiderati della proloterapia rischiano di essere più
gravi quando viene eseguita per indicazioni spinali o intra-articolari e
deve essere valutata rispetto al potenziale di miglioramento. Studi futuri
con criteri di inclusione più stretti potranno aiutare a determinare
specifiche indicazioni per la proloterapia per patologie della bassa
schiena. Gli studi esistenti forniscono la prova che la proloterapia è
efficace per l'artrosi del ginocchio e delle dita rispetto a infiltrazioni
di controllo. La proloterapia eseguita da un medico esperto è una modalità
di trattamento degna di considerazione per i medici , soprattutto quando i
pazienti sono refrattari a più terapie convenzionali.
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